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ENTROPIA
Io Celeste Blues, primo ed ultimo generato della razza degli immortali,apice della biotecnologia di quelli che una volta erano gli umani.
Io unico essere equipaggio di questa nave spaziale che vaga ai confini dell’universo da miliardi di anni ormai.
Ho visto spegnersi tutte le stelle oltre la costellazione di Orione e so di essere rimasto il solo a vagare per quest’universo morente.
Per passare il tempo ho consumato tutto lo scibile umano, non ho più un’ idea che sia nuova, galleggio in questa noia mortale mentre vedo le stelle spegnersi a migliaia.
Ho ascoltato troppe volte tutta la musica possibile, ho giocato troppe volte tutti i giochi possibili, batto qualsiasi macchina e mi annoio.
Voglio morire, ma so che avverrà dopo la fine dell’ultima stella se avverrà, forse navigherò nel niente all’infinito.
Non ho il materiale per costruirmi una compagna, e parlo da solo come i pazzi.
Una volta la gente credeva in Dio, cercherò di mettermi in contatto con lui.
Il mio computer risponde: “esisteva una volta un Dio, ora non più perché non è rimasto nessuno più a crederci”.
Vorrei uccidermi, ma sono immortale.
Nella mia nave coperta di fredda polvere spaziale, ho trascorso altri trecentomila anni terrestri.
Tutte le stelle sono spente da un bel poco ormai e l’universo sta per toccare lo zero assoluto, temperatura -273°C.
Sono immobile nella sala comando della mia nave, la mia nave è immobile, il combustibile nucleare è finito da tempo.
Non posso più muovermi ma sono vivo, penso.
Ripeto, dentro di me, tutte le maledizioni contro chi mi ha creato.
Nell’astronave tutto è silenzio, a tratti risuona solo il mio urlo: VOGLIO MORIREEEEEE!!!!!!!!!!